Le passioni secondo Vito Strega   Aggiornato recentemente!


Ecco perché adoriamo Vito Strega.

“Strega si versò un calice di Primitivo e per qualche secondo rimase a osservare in controluce le sfumature rubino del vino. Poi fissò l’interno della casa, una sorta di sottotetto in un vecchio palazzo d’epoca. Più che un’abitazione era un rifugio a sua misura; aveva fatto abbattere le pareti divisorie trasformandolo in un loft. Dei faretti collocati a terra e suoi muri irradiavano una luce poco aggressiva, quasi riposante. Le pareti erano rivestite di libri: pile che partivano dal pavimento in parquet e arrivavano a sfiorare le travi di legno del soffitto. I volumi erano sparsi ovunque per la casa, bagno e cucina compresi, riempiendo tutti gli spazi liberi, anche i più inverosimili, che potevano accoglierli. Idem per i dischi: più di tremila vinili imbarcavano le mensole che a stento li sorreggevano; molti erano finiti per terra e avanzavano adagio per conquistare la totalità della casa. “Le passioni sono così” pensò l’uomo osservando quel disordine, quasi a volerlo giustificare, “arrivano con brutale invadenza a prendersi spazi che per natura e logica non dovrebbero appartenere loro”.

Piergiorgio Pulixi, La scelta del buio, Edizioni E/O