Scambio di copia #4 speciale #Matota


Piero Ferrante & Chiara Calò per il #Matota

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Bruciare la frontiera, Cralo Greppi, Feltrinelli | Piero Ferrante

Avete mai provato a immaginare come possa apparire, una frontiera, a quelli che verranno tra qualche secolo?

Avete mai provato a mettervi negli occhi dei posteri, di quelli che abiteranno le lande sfibrate da anni e anni di odio?

Vi siete mai immedesimati con uno storico per il quale le nostre generazioni non saranno che polvere di passato, lontane nel tempo e negli usi?

Soprattutto, pensate a un adolescente del Tremila, supercuffioni nelle orecchie, monopattini a energia solare che lo porteranno a un passo dalle nuvole, tredicenne che parla decine di lingue conosciute e altre che ancora non abbiamo inventato. Nemmeno di fronte a lui, che riderà dei tentativi d’arginare il viaggio dei suoi ingenui avi, trema la nostra faccia da culo?

Allora, almeno per sentirla vacillare un po’, per sentire un lieve rumore d’incrinatura, come di mattoni che vengono dabbasso, si può cominciare a leggere Carlo Greppi. 

Uno che ha scelto di usare la letteratura come forma di comunicazione della libertà (intesa in senso pieno, assoluto, senza relativizzazioni). 

Bruciare la frontiera, con la sua semplicità narrativa, con la sua sfida a qualunque limite posto al movimento, è un libro che dire di formazione sarebbe ancora riduzione. 

Nessuna diminutio allora: Greppi è rivoluzionario.

Grandi, fatelo leggere ai vostri figli. 

Figli, chiedete ai vostri genitori di farvelo leggere con la colonna sonora dei rage against the machine. 

E alzate.

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Pino Pace, La neve non è cemento, RRose Selevay 2018 | Chiara Calò

Bisogna certe volte arrendersi all’idea che ci siano cose che gli adulti devono imparare dai bambini. Ed è un resa bella. Come quando ammetti che si può vivere senza la paura, o meglio ancora fregarla, giocarci come si gioca con un pallone che prende traiettorie impreviste, che scompare e ricompare, restituitoci da chissà chi. Pino Pace è evidentemente un maestro in questa arte di resa.

Con “La neve non è cemento”, ci suggerisce l’idea antica e rivoluzionaria che La giustizia sia quella dei bambini che ha ha poco a che fare con l’equità e molto col tempo della bellezza, pure col tempo da recuperare quando lo si è sprecato a fare calcoli e misure.

La giustizia non è un fatto pesante, come le misure che si usano per mettere la bilancia in equilibrio, è fatta di parole, leggere, certe volte incomprensibili, indecifrabili. Eppure parole, attraverso le quali si può vedere pure il mondo conosciuto come se fosse la prima volta e stupirsi e meravigliarsi e incantarsi e finalmente giocare.

Un libro che è come un respiro. Per il quale dire sinceramente grazie.

Si ringrazia la libreria Alicante e la libreria Ubik di Monterotondo per il gentile prestito dei libri!

Piero Ferrante è un pugliese trapiantato a Torino (dalle olive alle Alpi), dove lavora al Gruppo Abele. Ama Teresa, i libri, stare nell’ombra, l’hard rock, il buon cibo e la Peroni. Porta sempre una sciarpa rossa al collo che lo fa apparire esattamente per quello che è: un uomo profondamente nostalgico del secolo scorso.

Chiara Calò è nata nel 1984. In Puglia è figlia, a Roma è zia. Nel resto del mondo ama le parole, le attese, le stazioni di provincia, gli incontri di un giorno solo, i giardini di menta e gelsomino, le case degli altri, i discorsi jazz. Le piacciono i libri, il vino, la musica e, sopra ogni cosa Francesco De Gregori. Comprende lingue che non parla e parla lingue che non comprende. In cucina, lava i piatti.