Visioni Pop – la rubrica

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Visioni Pop LA RUBRICA 

ROCK MOVIE 

L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA di Nicholas Roeg (1976)

Il film diretto da Nicolas Roeg, che sulla base del celebre romanzo di fantascienza di Walter Tevis inaugura un inedito sodalizio artistico con David Bowie, costituisce un esempio illuminante del rapporto di scambievole nutrimento in corso tra immaginario musicale e immaginario cinematografico.

Nel 1970 Roeg ha diretto “Sadismo” (in originale “Performance”), con Mick Jagger nella parte di una rockstar bella e maledetta che si ritira in un folle isolamento. Nel 1969 Bowie ha esordito con “Space Oddity”, una ballata dedicata a un astronauta perduto nello spazio, poco dopo l’uscita di “2001”, e ha lanciato nel fortunatissimo album del 1972 “The Rise and Fall of Ziggy Stardust & His Spiders From Mars” la figura di un alieno dai capelli rossi e dalla doppia personalità.

Nel 1976 “L’uomo che cadde sulla terra” riprende il personaggio di Bowie e lo inserisce nel contesto narrativo compiuto di un classico della letteratura di Science Fiction.Il film rappresenta un’occasione per estendere ulteriormente il mito di Bowie, che nonostante le molte proposte in ambito cinema sceglie proprio questa, intuendone la perfetta funzionalità nella prospettiva di un empowerment della propria immagine.

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Visioni Pop LA RUBRICA 

 ROCK MOVIE

 

A partire dagli anni Cinquanta del Novecento il film musicale diventa il luogo in cui produrre un’immagine della nuova Cultura Giovanile che possa risultare, per il grande pubblico, altrettanto accattivante della produzione musicale, ma soprattutto stimolante e innovativa sul piano della ricerca e dell’innovazione artistica. Così, se da un lato l’industria dell’intrattenimento individua nei film musicali uno strumento straordinario per allargare il numero degli spettatori (le masse di giovani e giovanissimi con un certo potere d’acquisto, relativo alle condizioni di benessere delle loro famiglie), dall’altra l‘opera cinematografica viene ad assumere una funzione importante per quanto concerne la promozione dei musicisti amati dai giovani.

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Visioni Pop – La rubrica 2

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Visioni Pop LA RUBRICA 

TARANTINO, IL B-Movie e la reinvenzione dei generi 

CINEMA DI IERI AMERICA DI OGGI

Il discorso svolto da un film come Django Unchained riguarda l’America di oggi, ma anche una chiave culturale che consente di abbracciare un intero modello di civiltà, osservato nella sua prospettiva storica (vedi l’utilizzo del tema musicale “Nicaragua”, presente in Sotto tiro del 1983, in cui si fa riferimento al postcolonialismo novecentesco yankee in America Latina).

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Visioni Pop LA RUBRICA

TARANTINO, IL B-Movie e la reinvenzione dei generi.. aspettando The Hateful Eight

La complessità testuale delle immagini create da Tarantino è stupefacente e la leggerezza da B-movie è il travestimento più astuto per costruire i discorsi più audaci e sfrontati.

Oggi l’autore cinematografico che funziona di più presso il grande pubblico è quello che riesce sempre a dare l’impressione che ci stia nascondendo qualcosa e che non ce la stia dicendo giusta.

La forza del brand Tarantino continua a funzionare e anzi ad accrescersi in funzione dell’originalità che riesce a sprigionare, e ogni volta la quantità deve essere maggiore. Attenzione, però, perché è la coerenza del discorso a fare la differenza, la sceneggiatura deve essere un meccanismo perfetto, nessun dettaglio può girare a vuoto. La sintesi tra diverse mitologie diventa la chiave vincente per garantire al film il respiro più ampio in cui dilatare temi e intuizioni in una rappresentazione di sapore epico.

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