Sabato 9 maggio dalle 14:00 alle 18:00
Domenica 10 maggio dalle 10:00 alle 13:00
“Negli anni Settanta, ‘Dalla parte delle bambine’ fu all’origine di un’esperienza editoriale unica, pubblicando volumi illustrati che presentavano con humor e in modo concreto e intelligente il problema del rapporto tra i sessi, fornendo anche a genitori e insegnanti gli strumenti di un dialogo con i bambini su un problema ancora oggi cruciale”.
Così l’editore Motta negli anni Ottanta ricordava un’esperienza editoriale mirabolante e rivoluzionaria, già al tempo una reliquia da conservare e custodire per le generazioni future ispirata dal pensiero di Elena Gianini Belotti.
Dove sono oggi questi scritti lungimiranti, fantasiosi e fondamentali? Quante voci del passato hanno già parlato e poi sono state dimenticate? Oggi più che mai, nel nostro presente in cui l’educazione delle bambine e delle bambini è di nuovo tema di scontro civile e politico, questo corso è un’immersione nei testi dimenticati e riesumati della narrativa per l’infanzia e nelle storie e nelle vite delle sue protagoniste.
In Italia, a Milano, dopo l’esperienza nel gruppo di Rivolta Femminile, Adela Turin, accompagnata dalle illustrazioni di Nella Bosnia e Anna Montecroci ideò una casa editrice che lavorava e sperava in un reale cambiamento culturale. Come editrice e scrittrice ha immaginato mondi nuovi, educando bambine e bambini ai diritti e alla libertà: la principessa Camelia fugge dalla torre gridando Maiepoimai!” al matrimonio combinato, la bimba Mary nei primi anni Settanta immagina il nuovo millennio, “l’anno 2019 dell’era cristiana”, e osserva la Terra da una navicella sui cui solo le mamme e i bambini sono ammessi, istruiti dal “Gran Cervello, una macchina immensa che sa tutto” mentre i padri sono “in giro per lo spazio nei modulini, non si sa bene perché”.
Sempre in Italia, Flora Vezzani, con lo pseudonimo di Orsola Nemi, scrive di “un gattino che si chiamava Silvestro” e che “un giorno balzò dentro un quadro e non tornò più”: viaggeremo con lui “Nel paese della Gattafata” attraverso le parole di un’autrice del Novecento italiano la cui vita e le cui vicende letterarie si intersecano con la storia d’Italia dagli anni Trenta sino agli anni Ottanta.
E poi Bianca Pitzorno, che nel 1979 – ispirata dalla lettura del saggio “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti – affronta la questione di genere in “Extraterrestre alla pari”. Faremo un viaggio tra i classici della signora della letteratura per l’infanzia fino alla sua nuova opera, in uscita proprio a gennaio per Bompiani.
In Svezia, molti anni prima, Astrid Anna Emilia Ericsson meglio conosciuta come Astrid Lindgren, inventa in una notte la storia di Pippi Calzelunghe per la figlia malata di polmonite: l’ex correttrice di bozze diventata scrittrice di fama mondiale, l’ex ragazza diventata madre a diciotto anni e costretta a scappare a Stoccolma per fuggire il moralismo del tempo, cambia così la storia della narrativa per l’infanzia per sempre. Ma non solo: immagina le avventure di “Greta Grintosa”, l’infanzia libera e liberata delle “Vacanze all’isola dei gabbiani”, l’emancipazione di “Ronja. La figlia del brigante” e molti altri testi fondamentali con cui una delle più grandi autrici della storia ha insegnato alle bambine e ai bambini a sentirsi finalmente liberi.
In Finlandia, una bambina di nome Tove Jansson, cresciuta tra una vivace casa-atelier di Helsinki e un solitario e avventuroso isolotto dell’arcipelago finlandese, diventa un’autrice cardine della letteratura per l’infanzia oggi riscoperta in tutto il mondo.
Dalla sua penna e dai suoi disegni più di ottant’anni fa ha preso vita la saga dei Mumin, una famiglia eccentrica e poetica di creature buffe simili a ippopotami bianchi, troll speciali che abitano in una casa a forma di stufa di maiolica e vivono continue avventure in perenne contatto con la natura più selvaggia. Ci immergeremo nella sua visione attraverso i suoi testi per adulti che non dimenticano mai l’infanzia:” La barca e io”, “Viaggio con bagaglio leggero”, “Fair Play” e “Il libro dell’estate”, che arriverà al cinema interpretato da Glenn Close.
Ultima, ma non ultima, Margaret Atwood: dalla bambina ricciuta alle prese con insetti e serpenti di “Tric trac trio” alle ragazze di “Vera spazzatura”, raccolta di racconti degli anni Novanta, ci immergeremo nelle opere meno conosciute della più grande delle scrittrici viventi prima e oltre “Il racconto dell’ancella”.
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