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FAR EAST FILM FESTIVAL 2021 | A Glance On

un rapido sguardo sul Far East Film Festival 2021 a cura di Liliana Giustetto

Shock Wave 2 - H. Yau, 2020

Un film creato per diventare un blockbuster in stile americano.
Ci propone qualcosa di molto più profondo di uno spettacolare film d’azione.

Ci troviamo davanti alle tre vite di uno stesso uomo.
Il protagonista, l’agente Poon, un artificiere, è un uomo appassionato in ogni cosa che fa.
Iniziamo a conoscere un coraggioso bomb squad, disposto a mettere in gioco la propria vita per salvare il prossimo, che è anche un amante romantico e premuroso.
Sullo sfondo di attacchi terroristici ed esplosioni, anche nucleari, da disarmare, il protagonista deve pensare anche a ricomporre se stesso. Prima fisicamente, poi emotivamente ed infine ideologicamente.
Osteggiato da tutti, sostenuto dal suo amico storico e dalla sua ex fidanzata ancora innamorata.

Se gli effetti scenici presentano non pochi punti di non credibilità – Shock Wave 2 ha, infatti, approssimazioni grossolane nelle scene “disaster” ma un ottimo lavoro nelle singole piccole cellule della narrazione –
l’intreccio psicologico è molto avvincente ed incolla alla poltrona per riuscire a capire il mistero che sta sotto alla vicenda.

Seo Bok - L. Yong-ju, 2021

Un clone immortale e fragile, utilissimo e pericoloso per l’umanità, deve essere portato in salvo da un agente che ha poco da vivere.
Durante la caccia spietata, da parte di forze avverse, i due rielaborano i loro valori.
La vita, mai vissuta o sprecata, e l’amicizia senza condizioni.
Vale la pena vivere se non hai un posto dove andare né nessuno che ti aspetta?
Vale la pena vivere se non te lo meriti?

Okay! Madam - S. Hyun-sung, 2020

Una venditrice di ciambelle fritte e un riparatore di elettronica, spiantati, vincono un volo per le Hawaii con il tappo di una soda.
Finiscono per essere dirottati.
Una humor spy comedy, tra Corea del Nord e Corea del Sud.
Le protagoniste indiscusse sono le donne.
Rilassante e divertente.
Non manca la parte rocambolesca.

Like Father and Son - Z. Bai, 2020

Un autentico pezzo di neorealismo cinese.
Un basso budget che ci racconta di uno dei tanti bambini abbandonati dai genitori ai nonni anziani e di un venditore ambulante a cui un bambino è stato tolto.
Non si piacciono ma sono costretti a viaggiare insieme.
Tanta miseria e solitudine.
Vera vita cinese del popolo, doveva essere un documentario, tanto dolore per entrambi.
L’uomo vuole vendicare la morte del figlio, il bambino vuole trovare suo padre perché dopo la morte della nonna non ha più nessuno.
Ma un incendio causato dal bambino rovina la merce del venditore, che è costretto ad aiutarlo nella ricerca del padre per farsi ripagare i danni subiti.
Inizia un viaggio di rabbia, risa, dolore, gioia.

Money Has Four Legs - M. Sun, 2020

Ero molto impaziente di vedere questa pellicola girata in Birmania, paese a cui sono, personalmente, molto legata.
Si tratta di un metacinema che narra la storia di un regista che sta facendo un remake di un famoso film degli anni ’40, birmano, che aveva come soggetto i colpi di una banda di gangster e si trova alle prese con la feroce censura del regime e di tutta una serie di sventure, che lo portano a progettare una rapina per riuscire a ripagare i debiti e completare la sua pellicola.
Il regista, Maung Sun, in un breve messaggio iniziale, ci spiega di aver girato il film proprio per ottenere il consenso del pubblico, in appoggio alla lotta che si sta svolgendo in questo momento nel paese.

Tuttavia, l’immagine dell’industria indipendente locale che Sun dipinge può essere descritta solo come tragicomica.

Il film inizia con un burocrate che chiede di rimediare alle scene in cui si fuma, mettendo dei cartelli antifumo, tagliare le scene in cui si bevono alcolici, eliminare le parolacce e le scene di sesso, far risaltare il lavoro della polizia, far morire il gangster protagonista.
Il produttore è uno spregevole donnaiolo che si preoccupa solo dei soldi e di passare il tempo con le attrici dei film che sta finanziando, e gli attori sono viziati. In sostanza, tutti e tutto sembrano essere lì solo per mettere più ostacoli sulla strada di Wai Bhone, il protagonista.
Compresa la moglie che lo stressa per la carenza di denaro, un cognato ubriacone e la banca che va in bancarotta portandosi via i loro pochi risparmi.
Non è un film eccelso e la trama, come la recitazione, mostra qualche pecca, ma le scene mi hanno riportata esattamente a Rangoon, con tanta commozione.

Time - R. KO, 2021

Inizia con una gangster-scene anni ’70, fumettata.
Questi erano i protagonisti nei loro tempi d’oro.
Cinquanta anni dopo si sono riciclati in altre mansioni.
Chau è appena stato licenziato come cuoco di noodles e riprende a lavorare con Chung, che si sta impegnando per sposare una massaggiatrice e con la signora Fung che gestisce il suo Dancing, stressata dalle richieste della nuora e del figlio che vogliono da lei sempre più denaro.

La locandina affissa per strada, che li pubblicizza, cita:
“Gli angeli custodi degli anziani si prenderanno cura di te”.
Infatti offrono un servizio di suicidio assistito agli anziani in difficoltà perché soli, troppo poveri o malati.
Quando a richiedere i loro servigi sarà Tsz-Ying, una ragazzina di 15 anni, si troveranno a risolvere alcuni problemi e a cambiare prospettive.

Un’ottima fotografia per questa commedia molto godibile, con un retrogusto amaro.

Il regista spiega che spera di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione di abbandono, molto diffusa, degli anziani in Oriente.

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