Il mondo in 35 mm | la rubrica |Il cinema Messicano

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Eccovi un piccolo assaggino di quel che sarà il nostro percorso nel cinema Messicano, di ieri e di oggi.

Iniziamo proprio da ieri 😉 con la considerazione che il cinema classico messicano resta in Europa in gran parte sconosciuto.

Al di là di alcuni grandi interpreti divenuti popolari grazie alla loro intensa attività all’estero (è il caso di Maria Felix, di Dolores Del Rio, di Pedro Armendariz), o di grandi professionisti che hanno lasciato il segno nella storia del cinema (pensiamo a Gabriel Figueroa, uno dei più grandi direttore della fotografia di tutti i tempi), la conoscenza della produzione messicana è stata quasi sempre circoscritta a sporadiche apparizioni ai Festival o ad alcune pellicole distribuite nel vecchio continente (da ricordare, in Italia, la retrospettiva del 1997 al Festival Cinema Giovani di Torino, intitolata “Le età d’oro del cinema messicano (1933-1960)”).

In bilico tra l’inseguimento dei modelli hollywoodiani e l’affermazione della propria cultura, il cinema messicano riadatta e reinterpreta i generi classici: ecco che a Città del Messico, negli studi Churubusco costruiti a imitazione degli studios californiani, si girano le gangster story di ambientazione metropolitana o i musical di ispirazione ranchera o i grandi melodrammi che divennero l’immagine più emblematica di tutto il cinema messicano. Quindi, imitazione e omologazione non impediscono al cinema messicano di farsi specchio della società con caratteri di grande vivacità e, per certi versi, di geniale originalità, raccontandone la memoria storica, le ossessioni, le mitologie.

Seguiteci dal vivo, venite al corso a cura di Umberto Mosca che inizierà il 6 di aprile in Babelica!

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