INDOVINA CHI VIENE A CENA? | Guess Who’s Coming to Dinner

una recensione a cura di Liliana Giustetto

Un film che si presenta come la classica commedia di genere americana per diventare quasi subito quasi come uno stendardo politico.
In realtà quando uscì fu parecchio eclatante perché portava in scena un argomento che fino ad allora era stato trattato con molta difficoltà dai registi.
Ovviamente si erano già fatte pellicole in cui l’uguaglianza fra etnie era stata trattata abbondantemente, ma, in questo caso, si parla di una famiglia di benestanti americani che vedono la figlia fidanzata con una persona afroamericana, peraltro altrettanto benestante.
In un secondo momento, in anni più recenti, immagino che la pellicola sia stata un po’ tacciata di essere non politically correct, mentre ora, visto che tante ipocrisie sono finalmente cadute dalle nostre mentalità, la pellicola torna ad avere una sua modernità.
Dico questo perché se la tua unica figlia vuole fare un matrimonio che, vista l’epoca in cui si inquadra il film, la sottoporrà, probabilmente per tutta la vita, alla curiosità della gente, se non al suo rifiuto, e la stessa cosa dovrebbero subire i figli nati dall’unione, è normale, concepibile ed umanissimo che due genitori siano un po’ restii all’inizio e provino anche a sondare la possibilità di non far avvenire questo matrimonio.
Questo tra l’altro detto da un padre ed una madre molto colti e molto liberali.
Poi, però, questi due genitori fanno “la cosa giusta”.
Prima la madre, il cui istinto materno la porta ad empatizzare con i sentimenti della figlia ricordandosi benissimo di quando lei si è innamorata del marito e rinfacciando anche al marito di non ricordare più questi sentimenti.
Poi il padre, uomo di cultura e di larghe vedute, ragionando attentamente e senza favoritismi, sui pro e i contro di questo avvenimento, arriva ad una conclusione che è magistralmente illuminata.
Cioè si chiede se può lui prendersi la responsabilità di pesare su una decisione che non è sua e di cui non dovrà portare lui le conseguenze.
Mentre, invece, ostacolando il matrimonio e certo già di non riuscirci, non farebbe altro che rompere il meraviglioso rapporto che ha con la figlia e incrinare anche l’amore con la moglie.

Nel contempo si trovano a dover dibattere con i genitori di lui, che forse sono ancora più restii sul matrimonio dei reciproci figli perché, in particolare, il padre vede quasi come un’umiliazione il fatto che lui, come semplice ed umile postino, sia riuscito a far studiare il figlio, poi diventato un medico di successo, e che ora questo figlio non prosegua nel portare avanti la gloria del sangue afroamericano come una famiglia di tipo tradizionale.
La madre, invece, donna dolcissima, si allea con la mamma della fidanzata, rimproverando anche lei al marito di avere ormai il cuore duro ed arido che non riesce più a capire cosa voglia dire un cuore che batte.
Anche la amatissima governante della famiglia, un’afroamericana che ha cresciuto la ragazza come una seconda madre, non riesce a credere ai suoi occhi e reputa che siano diventati tutti matti a stravolgere così lo stato delle cose.
Mentre invece un prelato, molto amico dei padroni di casa, si fa quasi prendere a cazzotti pur di sostenere la giustizia di questa unione e forse questo è il punto più elevato di apertura mentale di questo film.
Per finire, la collega gallerista della mamma rimedia un licenziamento solo per aver espresso malignamente la sua opinione su come in basso stava finendo la figlia dell’amica.
Inutile citare qui la meraviglia di vedere i due protagonisti principali, Katherine Hepburn e Spencer Tracy, recitare insieme.
Lui morirà pochi mesi dopo aver girato questa pellicola

Un autentico manifesto all’amore, al rispetto tra le persone, alla tolleranza e al valore dell’intelligenza.

Lei ha torto, signora; ha torto assolutamente. Riconosco che non lo avevo considerato, che non ci avevo neanche pensato, ma so con esattezza quello che lei sente, e non c’è niente nel modo più assoluto che suo figlio sente per sua figlia e che io non abbia provato per Christina. Vecchio? Sì. Avvizzito? Sicuro. Però vi dico che i miei ricordi ci sono tutti, chiari, intatti, indistruttibili, e così rimarranno dovessi campare cent’anni. (Matt)

Quanto a voi due e ai problemi che dovrete affrontare, mi sembrano quasi inimmaginabili. Ma tra questi io non ci sono. (Matt)

Ma voi siete due esseri perfetti, che vi siete innamorati, e che purtroppo avete una diversa pigmentazione. E adesso io credo che qualunque obiezione possa fare un bastardo sulla vostra intenzione di sposarvi, solo una cosa ci sarebbe di peggio, e cioè che voi due, sapendo quello che fate, sapendo ciò che vi aspetta, e sapendo quello che sentite, non vi sposaste. (Matt)

Nel 2017 il film è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per essere “culturalmente, storicamente ed esteticamente significativo”

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