L’attesa attraverso tre libri che amiamo

mancarsi lunga attesa godot

 

Ebbene sì… ieri, per la prima volta, vi abbiamo lasciato senza il post del mercoledì…
Per scusarci e rimediare, ecco tre titoli che parlano proprio di attesa 🙂

 

Benali Abdelkader, La lunga attesa, Fazi Editore

Nove mesi non sono nulla, ma se sono quelli della gravidanza diventano i più lunghi nella vita di un uomo e di una donna.
Mehdi e Diana ce l’hanno fatta, la loro attesa sta per finire in una sala parto la notte di Capodanno.Il loro piccolo, però, prima di uscire e lasciare il caldo della pancia materna decide di raccontare la storia incredibile della famiglia di cui sta per diventare membro: una commistione tra Marocco e Olanda, tra timidezza e forza, tra magia e paure.
Un’attesa lunga nove mesi che porterà alla nascita di un bimbo in cui sono fuse insieme due culture che sembrano distanti e, invece, riescono a dar vita a qualcosa di bellissimo.

 

Diego De Silva, Mancarsi, Einaudi

Irene e Nicola non si conosco, ma ogni giorno vanno nello stesso bistrot e si siedono sulla stessa sedia, allo stesso tavolino. Solo che lo fanno in momenti diversi della giornata.
Irene ha divorziato dal marito che non amava più e ora che si ritrova sola non sa come gestire e affrontare questa libertà. In fondo, un’abitudine, per quanto brutta, è pur sempre un’abitudine a cui ci aggrappiamo volentieri.
Nicola è sposato e vorrebbe un figlio, ma sua moglie no. Nicola non vuole divorziare, ma non ama più sua moglie. Anche Nicola si ritrova solo, adesso, al tavolino di quel bistrot ma non per sua scelta: è stato il destino a decidere per lui.
E, un giorno, quello stesso destino che ha solo e sempre fatto sfiorare Nicola e Irene, un giorno decide di farli incontrare e, forse, capire che si sono attesi per tutta la vita.

 

Samuel Beckett, Aspettando Godot, Einaudi

In una scena vuota, resa meno asettica solo dalla presenza di un albero che fa intuire una strada di campagna, Valdimir ed Estragon aspettano il signor Godot per proseguire il viaggio. Ingannano il tempo parlando del più e del meno, del tempo, dei prezzi sempre più alti, di luoghi comuni, di piccole cose futili,chiacchiere prive di senso: Godot non si presenta all’appuntamento. Quando i messaggeri di Godot recano l’antipatico messaggio, “Il signor Godot questa sera non verrà”, Valdimir ed Estragon decidono di andare senza di lui… ma, alla fine, non si muovono affatto. E restano fermi, in attesa.
Metafora della condizione umana, questa famosa opera teatrale di Samuel Beckett racconta l’attesa dell’uomo, attesa di un evento che possa dare una svolta alla sua esistenza, attesa di prendere in mano le redini della propria vita.

 

a cura di Francesca Baro del blog Il club dei libri

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