Lead & Lithium. Metallo nella pancia.

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Oggi si parla di gente che aveva il metallo nella pancia. Gente che bruciava (verbo transitivo ed intransitivo allo stesso tempo). Gente che ha cambiato la musica in maniera irreversibile. Parliamo di Rock e di Grunge, parliamo di Seattle e dei suoi numerosi figli; figli di un meteo inclemente (là piove circa 300 giorni l’anno) di un grigio esteriore che si riflette in una pulsione interiore forte ed incontrollabile e – come spesso accade –  la noia ed il male di vivere trovano la loro valvola di sfogo nella musica.

Da Seattle arrivava Jimi Hendrix. Dalla Città Smeraldo arriva anche l’ondata musicale più sconvolgente degli ultimi 30 anni : il Grunge.

Io credo che questo genere sia, fatte le debite proporzioni, una moderna trasposizione del Blues (“The Blues is the roots, everything else is the fruits” ; ricordate cosa diceva Willie Dixon, no?) ed è proprio da uno dei luoghi in cui sono proliferate queste radici, la Louisiana, che vorrei saltare sul treno che ci porterà a Seattle.

Perché in Louisiana nacque – nel 1885 – un signore grande e grosso che aveva un nome altisonante: Huddie Leadbetter detto “Leadbelly”.

Letteralmente Leadbelly significa “Pancia di piombo” ( the hard name of a hard man diceva Woody Guthrie) e la leggenda narra che lui realmente ne avesse. Arrestato più volte per risse, presunti omicidi e crimini vari (per quanto fosse molto facile per un nero in quegli anni finire in galera) venne scoperto in prigione da una nostra vecchia conoscenza, John Avery Lomax, divenendo un musicista apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. La sua influenza sulla musica moderna è – per certi versi – paragonabile a quella di Robert Johnson.

Suonava una chitarra a 12 corde e fu un vero innovatore. Molti suoi brani sono diventati delle moderne Hit grazie a varie reintepretazioni ed io amo sostenere, concedetemi l’ardita affermazione, che fu il vero inventore del Grunge (assieme a The Sonics).

Leadbelly – Black Girl Questa è la canzone incriminata. Un Blues oscuro, cantilenante e dalla forza dirompente; un blues che aveva in sé il “germe” di una musica che sarebbe esplosa oltre 40 anni dopo. “Where Did You Sleep Last Night?”

Jimi Hendrix – Little Wing Scegliere una canzone rappresentativa del talento incommensurabile di Jimi è impresa ardua. Questa è però una melodia suadente, meravigliosa, straziante e sognante. Hendrix ha rivoluzionato il concetto di chitarra dando vita ad una nuova era e se questa canzone non è forse la più rappresentativa dal punto di vista della “rottura” degli schemi lo è certamente dal punto di vista compositivo. Poesia e musica, mente e cuore. Che poi è perfino inutile che io vi dica qualcosa a riguardo. Ascoltatela e basta.

Nirvana – Lithium Parlavamo di metalli nella pancia. Beh…il litio viene utilizzato come stabilizzatore dell’umore (in particolare in persone che hanno disturbi bipolari) ed è anche il titolo di una delle mie canzoni preferite dei Nirvana. Ora però non vi parlerò di Kurt Cobain, lo hanno già fatto in tanti, forse troppi, però vi lascio il link ad una cosa che scrissi tempo fa, in occasione del 20° anniversario della scomparsa di Kurt. È una reinterpretazione onirica di un brano di Bowie cantato anche da Cobain. Se vi va dateci un’occhiata, la trovate QUI. Non dopo avere ascoltato Lithium.

Eccoci in dirittura d’arrivo. Quella di stasera sarà l’ultima puntata di #fromfolktofolks.

Sono triste e felice allo stesso tempo. Questa avventura è nata quasi per caso, senza pretese, sviluppandosi in maniera fluida, leggera, stimolante. Trovare dei compagni di viaggio speciali è stata una fortuna; un po’ come quando in treno ,nel tuo scompartimento, trovi persone piacevoli con cui chiacchierare amabilmente, persone che arricchiscono il tuo cammino e con le quali condividere esperienze e passioni.

Il nostro treno si ferma in stazione per un po’, ma stiamo già progettando nuovi itinerari da percorrere assieme. Quindi, come si dice in gergo, Stay Tuned!

La nostra rubrica (che comunque continuerà – di tanto in tanto – a far capolino sul sito di Babelica) si chiude oggi, come al solito, con la playlist aggiornata.

Non posso però chiudere senza mandare un enorme ringraziamento a Tatjana (in particolare), alla crew di Babelica per il sostegno e la fiducia e a tutti coloro che hanno reso questo viaggio una #figata ed hanno fatto in modo che non fosse semplicemente possibile ma #eccezionale! Thanks Guys! See ya soon!