LICORICE PIZZA | Absolute Beginners

Regia: Paul Thomas Anderson

Anno: 2021

Produzione: Stati Uniti d’America

una recensione a cura di Elena Pacca

C’è un filo, nemmeno così nascosto, che lega Gary e Alana, un quindicenne e una venticinquenne, i due protagonisti dell’ultimo film di Paul Thomas Anderson: un’attrazione inspiegabile, ma immediatamente tangibile. Gary si sporge dalla fila indiana per guardare lei. Gary è un ragazzo che ha tutti i connotati per essere impacciato, goffo, timido e invece sfodera una sicurezza e una fiducia nelle proprie possibilità al limite della sfacciataggine. E’ un ragazzo che non sta irreggimentato nelle fila dei suoi coetanei: la sua personalità si disallinea e si mette in evidenza. E’ un giovane attore, ha spirito imprenditoriale, entusiasmo, energia da vendere e non si perde d’animo. Alana è una ragazza insoddisfatta del proprio presente e assai incerta sul suo futuro: tanto non riesce a “vedere” il suo, tanto riesce, dopo un niente, a pronosticare invece il successo per quello strano amico che la guarda in modo altrettanto strano. E il gioco di sguardi, espresso e rilanciato per tutta la durata del film, declinato su un vastissimo registro di emozioni, sarà un altro dei fili indissolubili in grado di legare due personalità divise non solo dalla differenza di età, ma dal modo di affrontare la vita. Conosciamo Alana mentre scorre la fila dei ragazzini in procinto di posare per la foto dell’annuario scolastico, brandendo inutilmente un pettine e uno specchio. Gary si offrirà di prendere lo specchio e da quel momento i loro omonimi neuroni rifletteranno l’uno le mosse e le contromosse dell’altro in un minuetto emotivo e sentimentale punteggiato dalle corse a inseguirsi, perdersi e ritrovarsi, con ostinata perseveranza. Un’idea di business via l’altra con intuizione e intraprendenza, dai materassi ad acqua resistenti ad ogni stress test, ma sconfitti dalla crisi petrolifera che depaupera le forniture di materie prime, ai flipper liberalizzati. Una ricerca confusa di emergere attraverso il suo sogno sommerso grazie alle persone giuste, di chi non riesce a giustificare nemmeno a sé stessa l’incredibile sintonia con quel ragazzetto paffuto e un po’ presuntuoso

L’America già delineata in Vizio di forma e in Boogie Nights si affaccia con le sue contraddizioni, tra reiterazione del sogno americano, isterie divistiche, diritti civili e conservatorismo, libertà e battute d’arresto e un folle percorso a ritroso a scendere nel cuore della notte dalle colline della San Fernando Valley sul furgone rimasto a secco di carburante. Perché a volte, nelle storie come nella vita, se non si riesce ad andare avanti si prova a invertire l’ordine delle cose e quella che sembra una discesa è comunque una ripartenza, anche se approda al gradino di un marciapiede su cui sedersi per smettere di tremare. 
Anderson mette in campo una fisicità intensissima e, al tempo stesso, leggerissima e sottotraccia che si prende l’estrema libertà di non svelare. Al pari di Alana percepiamo gli insistenti respiri ravvicinati di Gary durante il primo appuntamento ufficiale, come lei li riconosciamo nel silenzio dell’ammutolire telefonico che ha flagellato ogni adolescente del passato. Il tempo di scorgere un attimo in cui le gambe si avvicinano incidentalmente sotto a un tavolo che avvertiamo il leggerissimo e fugace contatto fra le dita che si sfiorano sulla superficie ondivaga del materasso ad acqua e levitiamo con Gary con la mano a ritrarsi sopra il seno di Alana, fino a sostenere con lui l’ipnotica apnea dello sguardo catturato dalla cavità del girovita dei jeans di Alana ignara e assopita, passando ancora per l’inquadratura che mette in primissimo piano le gambe di lei, questa volta orizzontalmente appoggiate sopra la scrivania e dietro, in secondo piano, lui che la guarda, come nella celebre scena de Il aureato, in cui Anne Bancroft si infilava le calze velate, con il giovane Dustin Hoffman sullo sfondo.
“Non ti ricorderai mai di me”/”Io non ti dimenticherò” si dicono all’inizio i due ragazzi. E noi ci ricorderemo per un bel po’ e con tenerezza di Alana Haim e di Cooper Hoffman (figlio del compianto e straordinario Philip Seymour Hoffman attore feticcio di Paul Thomas Anderson). Parafrasando la maglietta “You’ve come a long way, babies!”

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