ONE SECOND | Il potere della nostalgia

Titolo originale: Yi miao zhong

Regia: Zhang Yimou

Anno: 2020

Produzione: Cina

una recensione a cura di Tiziana Garneri

Così recita il Mereghetti: “Annunciato nel 2019 poi bloccato dal potere cinese e uscito (con qualche taglio censorio), il film usa il fascino del cinema per stigmatizzare l’ottusità di una rivoluzione che voleva annullare ogni fantasia o memoria.
E’ un melodramma cinefilo politico che richiama all’inizio Ladri di biciclette per poi prendere la piega di Nuovo Cinema Paradiso, ma con la coloritura degli anni più duri della Rivoluzione Culturale, quella della rieducazione politica e dei lavori forzati.

Credo che questo colto pensiero sintetizzi al meglio questa penultima fatica del grande regista. Dopo la Festa di Roma, San Sebastián e Toronto, il film di Zhang approda ora nelle nostre sale. E’ un gradito ritorno in cui, passata l’era delle arti marziali, vi è un netto richiamo alle origini.
Girato nel Gansu, con lunghe inquadrature di lande desolate o alte dune di sabbia sferzate dal vento, a cui si alternano i primi piani della povera gente. I volti sono inquadrati magnificamente per mostrarci i lineamenti della disperazione.
Il film parla di Zhang (Zhang Yi), fuggito da un campo di lavoro a causa di una rissa, della ragazzina orfana Liu (Liu Haocun) che ha a carico un fratellino. I due si accapigliano, si rubano e rirubano le bobine di un film proiettato nella scalcinata sala del paese. Mossi entrambi dal bisogno di difendere ad ogni costo i loro affetti o il ricordo di essi.
Zhang è padre di una ragazzina che può vedere ripresa in un fotogramma di un secondo, un solo secondo, nel cinegiornale di propaganda governativa che segue il film. Infatti non ne ha più notizie da anni.
Liu prova a riparare con un pezzetto di pellicola un paralume rotto dal fratellino. È una lotta tra poveracci, quasi chapliniani, che riusciranno infine a riconciliarsi quasi con affetto.
One Second ha il suo climax nella fatiscente sala del paese ove “Mr Movie”, con un vecchio proiettore, intrattiene gli spettatori sempre col solito film di regime, comunque in grado di creare la magia del Cinema con il suo buio e le sue luci.
Uno splendido omaggio al Cinema con la C maiuscola, lontanissimo dal cinema hollywoodiano, che nella semplicità della storia, nelle riprese, nella scelta dei colori e nelle sfumature rivela , quasi ce ne fosse bisogno, la grandezza di un artista immenso.

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