STAND BY ME – RICORDO DI UN’ESTATE | FilmInTasca: ragazz* sullo schermo

Regia: Rob Reiner

Produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 1986

una scheda didattica e formativa a cura di Umberto Mosca

A Castle Rock, una piccola città dell’Oregon, era il 1959. A raccontare la storia è Gordon Lachance, uno scrittore che ha appreso della morte di Chris Chambers, il miglior compagno della sua giovinezza. Gordie, Chris, Teddy e Verne apprendono che lungo i binari della ferrovia, a molti chilometri da lì, giace il cadavere di un ragazzo, Ray Brower, investito dal treno. I quattro amici decidono di andare alla ricerca del corpo, senza avvertire le rispettive famiglie, con le quali hanno tutti un pessimo rapporto. Gordie è un ragazzo sensibile, uno scrittore in erba tormentato dalla morte prematura del fratello maggiore Danny. Chris ha una saggezza inconsueta per la sua età. Teddy è il pazzerello del gruppo, mentre Vern è un grassottello pauroso e imbranato. I quattro riusciranno a trovare il cadavere? Dovranno comunque superare diverse prove dal valore simbolico, alcune molto impegnative, come quella contro una banda di ragazzi più grandi.

Il tema centrale del film è l’amicizia. È dal ricordo di un’amicizia eccezionale, infatti, che nasce nel protagonista adulto la voglia di raccontare la storia vissuta un tempo insieme ai suoi tre piccoli amici. Il film stesso si chiude su una considerazione del personaggio intorno al carattere delle amicizie che si hanno negli anni dell’infanzia e della preadolescenza. Del resto, lo ricorda lo stesso Gordie nel suo racconto, il periodo dell’esistenza attraversato dai protagonisti è quello in cui non si pensa ancora alle ragazze. Tutti i pensieri dei ragazzini sono dunque dedicati all’avventura e alla fantasticheria.

Il viaggio attraverso un paesaggio naturale incontaminato, alla ricerca del cadavere, non potrebbe costituire un’occasione migliore per realizzare concretamente un’avventura prima soltanto sognata, in cui ciascuna tappa diventa il tassello fondamentale di un percorso di crescita e formazione vissuto dai personaggi. Essi vengono chiamati ad affrontare e superare una serie di prove da ciascuna delle quali impareranno qualcosa di nuovo. Ma non tanto rispetto a una prospettiva pratica e materiale, quanto piuttosto rispetto alla sfera esistenziale e morale. Un po’ alla volta Gordie, Chris, Teddy e Vern attraversano livelli diversi di consapevolezza. Dapprima scoprono la differenza che intercorre tra il mito e la realtà (vedi la sequenza del cane nel recinto). Quindi iniziano a prendere coscienza del fatto di dover decidere da soli senza più l’aiuto di nessuno e si confrontano con l’idea di un futuro incerto. Sperimentano quindi la paura, il dolore fisico legato alla sessualità, la visione della morte. Nel giro di un paio di giorni sono chiamati a crescere quanto non avevano fatto nel resto della loro vita. Di fronte ai ragazzi più grandi, classico esempio di bulli aggressivi e violenti, Gordie, minacciandoli con una pistola, è costretto a usare il linguaggio degli adulti. Ma dalle logiche degli adulti essi sanno distaccarsi quando decidono di denunciare il ritrovamento del corpo restando nell’anonimità. Rinunciando in tal modo alla fama dei media, in polemica con una strumentalizzazione e una spettacolarizzazione della tragedia e del dolore.
Tratto dalla novella The Body di Stephen King, il film ha nel ritrovamento del cadavere di Ray Brower la sua meta narrativa. Attraverso una serie di esperienze compiute sul proprio corpo (vedi quella emblematica delle sanguisughe), i personaggi prendono coscienza della propria finitezza e della possibilità della morte. Una presenza, quest’ultima, che caratterizza il film sin dal suo esordio: vedi la notizia della morte di Chris appresa da Gordon e il relativo ricordo della morte del fratello Danny. Nell’opera vi è dunque una certa diffusione di presenze evanescenti o fantasmatiche (la novella di King si può definire una ghost-story): i genitori di Gordie, che ci sono ma è come se non ci fossero, il fantomatico padre di Teddy, eroe di guerra, il piccolo daino che attraversa la ferrovia sul fare dell’alba. O, ancora, i personaggi che prendono vita dalla fantasia di Gordie, come nel racconto della gara di torte.
Altro motivo essenziale nell’economia del film è il lavoro di scrittura esercitato dal protagonista, per il quale scrivere diventa non soltanto un’attività professionale, in barba allo scetticismo del padre, ma addirittura una ragione di vita, un modo per attribuire significato all’esistenza.

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