A Million Miles Away. Separati da un oceano.

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Will the Circle be Unbroken?
Ovvero: “Il cerchio si chiuderà?”

La risposta è affermativa. La musica popolare, dopo essere partita dall’Africa e dal vecchio continente, sulle navi degli schiavi e degli emigranti, dopo essersi radicata in America ed aver dato origine a numerosi figli, ritorna all’ovile.

Il Folk Blues fa la sua entrata trionfante – finalmente – in Europa, a cavallo degli anni 60; qui troverà nuova linfa vitale e nuove energie per evolversi ulteriormente ed attraversare ancora l’oceano per imporsi in lungo e in largo.

In quegli anni – in America – i grandi bluesman vivono un periodo di difficoltà e, in parte, di oblio; la loro musica è oramai considerata vecchia, soppiantata proprio dai nuovi germogli a cui quelle forti radici avevano dato vita. Anche se ben presto verrà riscoperta e valorizzata nuovamente.

Nello stesso periodo, in Inghilterra, Lonnie Donegan è famoso per i suoi “Skiffle”, i Beatles muovono i loro primi passi ed assieme a loro i Rolling Stones. Proprio questi ultimi non nascondono di trarre ispirazione profonda dalla Roots music della prima metà del secolo scorso e questa profonda ammirazione trova sfogo in una serie di grandi reinterpretazioni di classici Blues ed in una serie infinita di straordinarie nuove canzoni frutto di quell’ispirazione, di un grande talento e di muse tanto discutibili quanto prolifiche (droghe e alcol in primis).

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Il Folk Americano non esiste. Viva il Folk Americano!

Questa sera inizia – finalmente – “from Folk to Folks“, io però vi devo dare una brutta notizia. La musica popolare americana non esiste! Immagino vi chiederete, quindi, di cosa si parlerà in questa serie di incontri dedicati alla musica popolare americana. Mariano De Simone, musicista e musicologo, autore di alcuni volumi molto importanti sulla storia della