Visioni POP, Hateful Eight secondo Umberto Mosca

 

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Venerdì sera, al cinema, vi abbiamo consegnato i compiti da fare nel fine settimana… alcuni di voi diligenti li hanno già consegnati 🙂 per tutti gli altri ecco alcune risposte ai quesiti che il prof.  Mosca vi ha posto… per soddisfare la vostra sete di curiosità vi aspettiamo da mercoledì 10 febbraio in Babelica.

Ringraziamo Umberto per l’intenso supporto di questi giorni 🙂

 

“Per la prima volta Tarantino ha usato musica originale in un suo film, ma cosa succede allo spettatore quando ascolta i titoli di testa composti da Ennio Morricone? Le immagini ci dicono western, del genere natura e wilderness, ma le note rimandano alle grandi partiture di Bernard Herrman per i film di Hitchcock.

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Visioni Pop – la rubrica

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Visioni Pop LA RUBRICA

TARANTINO, IL B-Movie e la reinvenzione dei generi.. aspettando The Hateful Eight

La complessità testuale delle immagini create da Tarantino è stupefacente e la leggerezza da B-movie è il travestimento più astuto per costruire i discorsi più audaci e sfrontati.

Oggi l’autore cinematografico che funziona di più presso il grande pubblico è quello che riesce sempre a dare l’impressione che ci stia nascondendo qualcosa e che non ce la stia dicendo giusta.

La forza del brand Tarantino continua a funzionare e anzi ad accrescersi in funzione dell’originalità che riesce a sprigionare, e ogni volta la quantità deve essere maggiore. Attenzione, però, perché è la coerenza del discorso a fare la differenza, la sceneggiatura deve essere un meccanismo perfetto, nessun dettaglio può girare a vuoto. La sintesi tra diverse mitologie diventa la chiave vincente per garantire al film il respiro più ampio in cui dilatare temi e intuizioni in una rappresentazione di sapore epico.

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