JOKER | Danza sulle ali della follia fino al riscatto sociale: Joker come simbolo di libertà e rottura degli schemi convenzionali nella società capitalistica della violenza

una recensione a cura di Simona Tarantino “Quando la follia è viva e prende forma, riabilita.., quando le allucinazioni, i deliri di onnipotenza e la violenza che ne scaturisce si trasformano in una regolazione di conti senza pietà per dare anche solo un attimo di gloria e di senso ad una vita non vissuta e

JOKER | Smarriti? Chiediamo un aiuto

una recensione a cura di Ezio Genitoni Travolti dal successo di pubblico, dai prestigiosi premi assegnati, dal forte impatto delle immagini iconiche e, contemporaneamente, dalle numerose critiche, davanti a Joker ci si sente un po’ smarriti. È la narrazione e rivisitazione delle origini del famoso personaggio DC. Il futuro Joker è una persona psichicamente instabile

JOKER | Il valore del linguaggio corporeo nella caratterizzazione di un personaggio

una recensione a cura di Liliana Giustetto Tra i tanti aspetti per cui vale la pena analizzare quest’opera, è importante soffermarsi su ciò che ha avuto il merito di farci immediatamente comprendere le peculiarità del personaggio. Il linguaggio corporeo di Joaquin Phoenix che vale tutto il film e che racconta la storia stessa: -la sua

JOKER | Quando il cinema reinventa se stesso, sa parlare alle nuove generazioni ed è meglio di un libro di sociologia

una recensione a cura di Mario Pistono Confuto subito alcune affermazioni fatte in occasione della riunione redazionale sul film: – “Joker” è un film copiato: FALSO – È un film pieno di citazioni, sul piano registico: Inarritu di “Birdman”, con la mdp che segue il protagonista riprendedolo alle spalle e sottolineando momenti di tensione del

JOKER | O il film dei quesiti

una recensione a cura di Tiziana Garneri Tralasciando i confronti con le versioni di Burton, Nolan o i riferimenti a “Suicide Squad”, il film di Phillips credo vada considerato come opera a sé stante. La trama è apparentemente semplice. Un malato di mente, Arthur Fleck, consapevole di esserlo, inizialmente innocuo. Col desiderio di portare il