AD ASTRA | Il viaggio dell’eroe verso se stesso e il suo ritorno a casa

una recensione a cura di Simona Tarantino Piuttosto controverso e dibattuto questo ultimo film di James Gray che ha spaccato la critica in due, riscuotendo consensi e dissensi pari merito ed in maniera molto netta, piace o non piace, colpisce o convince poco: messa in scena e trasposizione di un dramma familiare, un dramma molto

AD ASTRA | Lost per aspera

una recensione a cura di Alessandro Cellamare Ci sono film che andrebbero portati nelle scuole di Cinema e non per le stesse ragioni per cui nelle medesime si proiettano, dinanzi a platee di studenti, sequenze di Quarto Potere o Luci della Città. Ci sono film che sono l’esercizio fondamentale per spiegare perché certe “cose” non

AD ASTRA | Restringere le frontiere per allargare lo sguardo

una recensione a cura di Umberto Mosca Nel 2000 esce un film diretto da Clint Eastwood, forse considerato un po’ minore nella sua filmografia, intitolato “Space Cowboys“, in cui Tommy Lee Jones salva il mondo dalla catastrofe nucleare portando un vecchio satellite fuori controllo a schiantarsi sulla Luna. “Ad Astra“, scritto e diretto da James

AD ASTRA | Una visione del mondo

una recensione a cura di Ezio Genitoni Accolto, probabilmente a ragione, non come un capolavoro, sia per lo sviluppo narrativo, sia per le performance degli attori, il film di James Gray porta con sé anche spunti interessanti e denota la particolare visione dell’autore. Futuro. L’astronauta “maggiore Roy McBride”, dotato di eccezionali qualità, dedito ai propri

#moodbabelico 4 | THE AMERICAN SADNESS

Il #moodbabelico 4 nasce da una chiacchierata avuta con Serena Bertoglio, neolaureata in Scienze della comunicazione con la tesi  dal titolo “The American Sadness: Inclusione ed Esclusione nel reportage narrativo nordamericano contemporaneo”.

Il tema del’ American Sadness ci ha incuriosito a tal punto da chiederle di occuparsi del post di quest’oggi 🙂

The American Sadness è il rovescio dell’American Dream: uno stato di malessere che coinvolge gli Stati Uniti, una condizione di disagio più o meno latente, un’ombra incombente sul sogno americano. L’ombra coinvolge non solo il racconto dell’Esclusione (la tristezza di chi abita i margini della società americana) ma si allunga fino a quello dell’Inclusione (la tristezza dei “privileged American”, dalla Middle Class ai ceti più benestanti) e culmina alla Convergenza dei due assi, quando il mondo degli inclusi e quello degli esclusi collidono.

Lo spunto ci viene proprio da David Foster Wallace che in un’ intervista (Laura Miller – Salon, 9 marzo 1996) parla di  “A real American type of sadness” (“Un genere di tristezza veramente americano”) e ne troviamo traccia in molteplici testi, film, documentari e non solo… Ve ne citiamo alcuni e li suddividiamo in:

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