[TFF39] BETWEEN TWO DAWNS | Cosa è sacrificabile?

Titolo originale: Iki Safak Arasinda

Regia: Selman Nacar

Anno: 2021

Produzione: Turchia

Premio TFF39: Miglior film

una recensione a cura di Liliana Giustetto

L’opera, un teso thriller morale, è tutta incentrata sul dilemma di un uomo costretto a scegliere tra i suoi sogni, la sua famiglia e il bene della moglie dell’operaio rimasto ferito nella fabbrica tessile in cui lavora.
È un film in grado di porre quesiti senza dare risposte. Una spinta allo spettatore a riflettere su quale sarebbe stata la sua personale scelta, una scelta fra due versanti e tre obiettivi, per osservare criticamente la società.
Una narrazione circoscritta in un arco di 24 ore di avvenimenti incalzanti e scelte drammatiche, per il protagonista e per tanti altri personaggi.
Ogni scena è stata girata, in un’unica ripresa, cronometro alla mano, al fine di ottenere un flusso continuo, un ritmo finalizzato a far percepire lo scorrere di queste 24 ore per mezzo della macchina da presa che riprende, con oggettività, il senso di urgenza della storia.
La vita continua nella fabbrica, anche se nel frattempo tutto ha cambiato direzione.
La circolarità delle immagini inizia e finisce sulle macchine.

Una sensazione di accerchiamento. Le macchine hanno la meglio sulle esigenze della vita.
All’inizio sono macchine amiche, parti di una famiglia, che permettono di raggiungere gli obiettivi. Alla fine, le macchine sono dei mostri divoratori. 
Non è importante il rapporto tra i personaggi, ma è necessario agire per modificare il peso del lavoro, delle macchine e del guadagno, perché non schiaccino le persone stesse.
Tre famiglie sono coinvolte e per ognuna di esse sono stati usati colori, luci e ambientazioni diverse, che permettessero di distinguerle bene all’interno della società.
Lo spettatore di questo film vede come può cambiare velocemente un individuo, provando il senso di impotenza, di animale in gabbia che si dimena vanamente contro gli eventi.
Capisce la differenza tra sguardo obiettivo e sguardo soggettivo. Se sei oggettivo trovi una soluzione. Se sei coinvolto sei rallentato e cieco.
Tra le ispirazioni che si percepisce siano alla base di quest’opera vi sono la new wave romena – possiamo citare Il caso Kerenes (Poziția copilului), un film drammatico del 2013 diretto da Călin Peter Netzer, per il tentativo di ammansire la giustizia a proprio favore, oppure il recente cinema iraniano, come quello di Asghar Farhadi, ad esempio con il suo Una separazione, per le situazioni che aprono insanabili crepe e conflitti.

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