associazione di promozione sociale

TFF40 | A Glance On

un rapido sguardo al TFF40

Daliland - Mary Harron, 2022

Salvador Dalí tra ipocondria, rifiuto del tempo che passa, rapporto ossessivo con la sua musa Gala, amministratrice tiranna della sua arte e delle sue propaggini, sorta di virago premurosa e vampiresca. Creatore di una corte alla Luigi XIV, opulenta, sfarzosa e parassita. Una Xanadu ambita e glamour dove ciascuno ha una funzione nell’ossequiare colui che si proclama il più grande pittore vivente. Ben Kingsley regala un ritratto un po’ di maniera a un volto già sin troppo iconico nella realtà.

Elena Pacca

Fumer fait tousser - Quentin Dupieux, 2022

Un gruppo di supereroi agghindati a metà tra i Teletubbies e Star Trek delle origini, videoguidati come le Charlie’s Angels da un Bosley/bavoso topastro playboy, in missione permanente per combattere i super cattivi. Una vacanza team building per rinverdire la coesione. Raccontare storie di paura davanti al falò è l’espediente narrativo alla mille e una notte che introduce la follia geniale di Dupieux. E si ride, perdio!

Elena Pacca

Empire of Light - Sam Mendes, 2022

Due ore tenute in piedi quasi sul nulla, senza tediare ma meravigliando, significano ottima regia e recitazione impeccabile.
Film godibile sulla storia di un cinematografo e dei suoi abitanti, non una storia sul cinema, ma sulle vite che trascorrono dietro ad una sala.
Le loro malattie, i problemi personali e quelli sociali.
E il film si guarda solo alla fine.
Olivia Colman inarrivabile come sempre.

Liliana Giustetto

Magical Girl - Carlos Vermut, 2014

Da un inizio di dramma familiare, una narrazione che si inerpica per strade strane e quasi incomprensibili, diviso in tre atti, con tre protagonisti: un padre, una moglie, un professore. Affascinante noir, originale e inquietante, che lascia parecchi interrogativi.
Buona scuola di cinema.

Liliana Giustetto

Pinball: The Man Who Saved the Game - Austin e Meredith Bragg, 2022

La vera storia di Roger Sharpe, giornalista di GQ e mago del flipper, l’uomo che con il libro da lui scritto e il suo impegno personale riuscì a far cancellare la legge che vietava il gioco del Pinball a New York e in molte altre grandi città americane.
Un film davvero delizioso, girato in maniera originale, che ci porta a conoscere questa strana storia vera e anche la vita personale del giovane Roger tra un nuovo amore e un nuovo lavoro.

Liliana Giustetto

Mantícora - Carlos Vermut, 2022

Dramma psicologico che è soprattutto ricamo raffinato di una relazione amicale, prima, sentimentale, poi. Aleggia del mistero, sottotraccia qualcosa stona dopo la masturbazione iniziale. E la sequenza al citofono col bambino sul finale non si dimentica più.

Alessandro Cellamare

Magical Girl - Carlos Vermut, 2014

Magical Girl è uno di quei titoli che mostrano la loro impeccabilità narrativa (e generale) sin dall’incipit, senza immagini e solo un breve monologo. Noir che diverge e precipita. Passaggi eccellenti, come nel mistero della porta con la lucertola. La Spagna fa Cinema.

Alessandro Cellamare

A praga - José Mojica Marins, 2021

Diventa difficile valutare A praga senza stroncarlo come prodotto amatoriale, a meno di non cercare contestualizzazioni. Ha genuinità e amore per il cinema? Sì. Forse anche rivoluzionario in Brasile per il finale cronenberghiano, ma è veramente poca roba. Film postumo.

Alessandro Cellamare

Fumer fait tousser - Quentin Dupieux, 2022

Demenziale e surreale nel miglior stile di Quentin Dupieux, Fumer fait tousser si snoda in raccontini bilanciatissimi ed esilaranti attraverso le bocche di supereroi fuori tempo e luogo. Il finale in dissolvenza con lo stallo del robot è firma geniale di un autore geniale.

Alessandro Cellamare

Le lycéen - Christophe Honoré, 2022

Lucas ha 17 anni, è fatto di forza e fragilità. Parla a favore di telecamera. Racconta la sua storia che ha un prima e un dopo. Il dopo è un morso dal di dentro e, forse, un rimorso per un non detto. I genitori poco sanno dei diciassettenni. Ma vale anche il contrario. Un ritratto credibile, sensibile, dolente, a volte duro, in cui tutto si tiene. Perché come dice Andrea Laszlo De Simone, siamo solo conchiglie, non serve a niente ripararsi dal vento.

Elena Pacca

Aftersun - Charlotte Wells, 2022

Un medico legale racconta del cold case relativo alla sparizione di un bambino, in un’estate degli anni ’80, in un campeggio in Spagna.
Vediamo le reazioni di ansia da parte dei villeggianti.
Aleggia una sensazione di curiosità morbosa.
Si alternano una serie di riprese come se si stessero guardando i filmini di famiglia della vacanza al mare.
Della sparizione sapremo ben poco.
L’immagine finale riscatta un po’ il tempo della visione.

Liliana Giustetto

Quién te cantará - Carlos Vermut, 2018

Un film palindromo. Da un mare allo stesso mare. Quattro donne, tre generazioni. Trasformazione, emulazione, identità perdute e rinnovate. Una stilizzazione compositiva di rara bellezza che non pecca di virtuosismo formale. Vermut padroneggia la materia con rimandi e indizi. Pone l’accento su dettagli, superfici, oggetti, fibre. E ci consegna una parabola nera che conferma una certa perversione di sguardo facendo tutto ciò di filmicamente possibile per renderci scomoda la pelle che abitiamo.

Elena Pacca

Venus - Jaume Balagueró, 2022

Schema Noir Psycho: furto, fuga, approdo. E il peggio non è quello che credi di stare vivendo ma quello che verrà. Lo scoprirà Lucia, avvezza da sempre a mettersi nei guai e a procurarli a chi le sta vicino, sorella e nipotina, che ne hanno altrettanti. La svolta horror all’Argento delle tre madri è fuori contesto, fuori tempo massimo e senza l’architettura cromatico-tensiva del nostro. La musica non è proprio leggerissima e Balagueró cambia condominio, ma questa volta sbaglia indirizzo.

Elena Pacca

Runner - Marian Mathias, 2022

In un tempo imprecisato, una giovane rimane sola al mondo e decide di scappare via da tutto.
Staticità e buio all’esterno come negli interni, in un racconto quasi western.
La lentezza non è qui un difetto.
Peccato che tutto è abbozzato, non chiaro, volutamente, ma in maniera eccessiva. Persino i visi dei protagonisti.

Liliana Giustetto

Mantícora - Carlos Vermut, 2022

Un incendio, la salvezza, ti devo la vita. Grazie. O forse no.
Mantícora è un mostro bestia che ti aggredisce e ti sbrana dall’interno. Mantícora è un disegno che prende forma e tragica realtà. È feroce, subdolo e spietato, ma soccombe alla tigre di carta. Un’opera al nero Goya che non fa sconti e costringe a guardare ciò che non si vorrebbe vedere. Disturbo reale e ineluttabile dolore. L’orrore in purezza senza orpelli di sorta.

Elena Pacca

Huesera - Michelle Garza Cervera, 2022

Horror in salsa messicana, che ha qualcosa dell’horror e troppo del Messico. Del primo ha dei validi momenti di paura, debitori del solito Giappone, di Rosemary’s Baby e di una scena da Il presagio. Del secondo ha i tratti della soap sudamericana. Finale fiacco.

Alessandro Cellamare

Nagisa – Takeshi Kogahara, 2022

Giappone nero dark guilty. La destrutturazione di un lutto. Frammenti di un puzzle introspettivo lungo un tunnel of love che si avvale di memorie, buio, rossi fuochi fatui, assenza/presenza, paura, sensi di colpa. rimpianti. Il passato divora il presente. Un’alternanza sonno veglia che non dà tregua a Fuminao, nel ricordo della sorella Nagisa. Fatto di silenzi, un gran tessuto di rumori di fondo, di fuori campo. Sperimentale, scarno, minimalista, trova nel finale un lampo lirico colorato di blu.

Elena Pacca

Rodeo - Lola Quivoron, 2022

Julia è una ragazza rabbiosa e selvatica che morde la mano di tutti. Sgradita ovunque. Poi un briciolo di umanità compare, ma è troppo tardi.
Pellicola stile anni ’80, che racconta l’inserimento di Julia in una gang di biker.
Poco delineati i rapporti con i componenti della banda, sconosciuto il motivo del suo disagio e non convince il suo rapporto con la moglie del boss.
Un film immaturo che vuol far presa con il sudore e con i denti.

Liliana Giustetto

Kristina - Nikola Spasic, 2022

Un simil documentario con tempi biblici e storia inconsistente.
La protagonista ci racconta delle sue scelte di vita tra il bucolico, l’artistico, il religioso e il lavoro di sex worker transessuale.
Scene soporifere.

Liliana Giustetto

Unrest - Cyril Schäublin, 2022

Una parola che racchiude un’idea, un’idea con un cuore, che batte come il tempo un orologio. Un meccanismo di precisione che vediamo comporsi sotto i nostri occhi, ma che mal funziona nella scansione del tempo filmico, dilatato e lento, quando non forzato dall’utilitaristica prassi aziendale. L’anarchia è un pretesto narrativo che non prende corpo ma si alimenta di bla bla e slogan ingenui. La recitazione sottotono, la staticità dello scenario, il montaggio monocorde, non caricano la sveglia.

Elena Pacca

The Fifth Thoracic Vertebra - Park Sye-young, 2022

Che diavolo di genere è questo che, per la seconda volta al TFF dopo Extraneous Matter del 2021, compare tra i titoli weird orientali? Effetti grezzi in stile Troma, trama delirante e, in The Fifth Thoracic Vertebra, persino romantica. Dubbi, ma c’è della poesia malata.

Alessandro Cellamare

Pensive - Jonas Trukanas, 2022

Campionato mondiale di dilettantismo con Pensive, slasher lituano che non conosce alcuna regola del genere. Dialoghi e attori meno che mediocri, idea nulla, è un film di cui non si aspetta altro che la fine. Neanche gli accenni di commedia funzionano. Pessimo.

Alessandro Cellamare

Man and dog - Stefan Constantinescu, 2022

Un dubbio, un tarlo nel cervello. Per un SMS anonimo, un uomo, in piena pandemia, lascia un lavoro sicuro in Svezia per tornare in Romania. Sua moglie lo tradisce? Lui cerca di capire, le notizie viaggiano veloci e la verità si allontana. Il suo cane appare l’unico affetto sicuro. È il dolore della lontananza a parlare?
Un film ben fatto, attori abili, buona fotografia. Forse l’idea è un po’ stanca.

Liliana Giustetto

The Accident - Bruno Carboni, 2022

Inizia con una tematica originale: la gestione dello stress e della rabbia a seguito di un incidente non casuale. Poi scandaglia la vita della protagonista, della compagna e delle controparti. Nell’ultima parte perde di mordente e di senso, in un mare di monotonia. Peccato, un’occasione sprecata.
Perdibile.

Liliana Giustetto

The Stranger - Thomas M. Wright, 2022

Thriller poliziesco asciutto, dalle atmosfere cupe, che a tratti ricorda il maledettismo del primo True Detective ma senza virare mai sul noir tout court. I caratteri dei personaggi mutano, si oppongono, si invertono. The Stranger ha i tratti selvaggi dell’Australia.

Alessandro Cellamare

Tout fout le camp - Sébastien Betbeder, 2022

Un manipolo di comici spaventati guerrieri lungo un viaggio atipico per tappe successive. Betbeder firma un film di formazione (tardiva) di solitudini incontratesi quasi per caso dopo l’intervista di Thomas, cronista di un giornale di provincia che sognava di essere una “penna” di Libération o Le Figaro, a Usé, musicista dalle idee balzane. A crederci si risorge, a costo di riversare liquame verde sugli altri. A pensarci si torna indietro a riprendere un pezzo di sé, dimenticato altrove.

Elena Pacca

Pensive - Jonas Trukanas, 2022

Il classico dei classici della narrativa filmica horror: la festa adolescenziale di fine anno scolastico in un luogo sperduto nel bosco, prima di separarsi e trovare il proprio posto nel mondo. Alla fine rimase qualcuno ma il vero twist – scansati i lignei depistaggi folkloristicoreligiosi – è quello della personalità dei ragazzi, Marius in primis, noioso studente preso a modello da nessuno, che da solo nobilita il genere. Menzione speciale per Algis, strafatto nipotino di Spud in terra lituana.

Elena Pacca

Family Dinner - Peter Hengl, 2022

Un antipasto al disagio corporeo esistenziale che avrebbe potuto promettere altro. Invece un main course che non solo non decolla, ma si trascina forzoso e poi si schianta sulle scogliere irte della prevedibilità, per colare a picco su quella che sorpresa non è. (Jim Mickle avrà un rigurgito indigesto). E la componente osmotica del nutrimento, sottesa nel rapporto madre/figlio viene consumata banalmente. A dispetto dell’aspetto, un film che aspira a prelibatezze di forma e sostanza e tale non è.

Elena Pacca

Fairytale - Aleksandr Sokurov, 2022

Sperimentazione unica in Fairytale, dove vengono montati e incastonati video di repertorio su scenografie inventate per lasciar interagire grandi dittatori ai cancelli del Paradiso. Virtuosismo incredibile, ma i dialoghi appaiono forzati e dopo poco il gioco stanca.

Alessandro Cellamare

Nocebo - Lorcan Finnegan, 2022

Horror di stampo classico a tema maledizioni, Nocebo segue un canovaccio standard mantenendosi sottotono nella prima parte ed emergendo nell’ultima. Prevedibile dopo la prima mezzora, non perde, tuttavia, di efficacia e chiude con un buon finale. Dignitoso.

Alessandro Cellamare

Eo - Jerzy Skolimowski, 2022

Di un lirismo più laico rispetto ad Au hasard Balthazar, Eo ha grande fascino visivo, a cavallo tra il naturalismo di Terrence Malick e la visionarietà cromatica di Nicolas Winding Refn. E’ un viaggio che coinvolge, non stravolge, ma è di certo molto ispirato. Da vedere.

Alessandro Cellamare

Un varón - Fabian Hernández, 2022

Dimostrare di essere un vero uomo come tutti si aspettano.
Un percorso di disperazione nella ricerca della identità sessuale e delle scelte etiche da attuare, nella totale solitudine dovuta ad una famiglia assente.
Esperienze crude e brutali di un ragazzo che forse vorrebbe solo sparire perché le strade che gli si pongono davanti sono per lui devastanti.

Liliana Giustetto

Daughter of rage - Laura Baumeister de Montis, 2022

In una situazione di degrado totale misto a bellezza e forza della natura assistiamo alla delicatezza di un amore tra madre e figlia anche nelle condizioni disperate del vivere in una discarica.
La giustificata rabbia della bambina si trasforma nella forza di una futura donna, riuscendo a sognare la madre come una pantera che le insegnerà la sopravvivenza.
Sporco, cupo, angosciante, selvatico e bellissimo.

Liliana Giustetto

Falcon Lake - Charlotte Le Bon, 2022

Il passaggio all’età adulta coniugato con maestria nelle sue declinazioni più consuete: l’estate e le vacanze come tempo e luogo di tale passaggio, l’urgenza del desiderio, la tenerezza della condivisione, il dolore del distacco. Ma c’è un di più. Un’inquietudine nera, mortifera che pervade il film. Una dimensione dello sguardo che viene dall’infanzia, ma che può denotare l’emergere di una sensibilità adulta. Da vedere.

Donatella Ramondetti

The Woodcutter Story - Mikko Myllylahti, 2022

La vita è un gioco a perdere o smarrirsi nel susseguirsi dei giorni equivale a non viverla, a non giocarsela? Con surreale mestizia ci arrampichiamo su per un mondo ostile, gelido, fra solitudini alcoliche, amori bislacchi e porte prive di contiguità spazio temporale. Accettare la vita, quale che sia fa male, ma, nonostante tutto, si può uscirne vivi perché viva è la speranza. Perché non c’è un perché e Pepe, allunato volto busterkeatoniano, lo sente e, dunque, lo sa. Godibile stranezza finnica.

Elena Pacca

The Plains - David Easteal, 2022

The Plains è un’esperienza immersiva che, a patto di riuscire ad accettare il gioco, sfonda lo schermo e diventa realtà. Scrittura più che cinema, non geniale ma sapiente. Dopo tre ore sembra di lasciare due amici in auto pittosto che una sala. The Plains è il nuovo 3D.

Alessandro Cellamare

Family Dinner - Peter Hengl, 2022

Sniffa dagli extreme horror francesi, si carica della freddezza austriaca, scimmiotta Haneke e Lanthimos, e fa un pasticcio imbevibile con attori poco credibili in sequenze mai impressionanti su un soggetto povero e una struttura programmatica. Perdibile.

Alessandro Cellamare

Il Cristo in gola - Antonio Rezza, 2022

Sulla linea dissacrante e grottesca alla Ciprì e Maresco, Il Cristo in gola è cinema che non fa maniera e sfida lo spettatore su sperimentazioni che a tratti disturbano emotivamente, in altri stemperano con una risata. E’ materia fuori controllo, tra il genio e l’errore.

Alessandro Cellamare

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