That’s not all Folks.

Giovedì scorso si è concluso il ciclo di incontri di #fromfolktofolks con un episodio in cui siamo partiti da Dylan e Neil Young per arrivare a parlare del New Folk.
Tutto questo per dire che il folk non è morto e forse, in quanto musica della gente per la gente, mai lo sarà.
Si è parlato di tanti artisti tra i quali spiccava Bonnie Prince Billy (del quale abbiamo ascoltato “I See a Darkeness”).
Beh, per chi non lo sapesse, qualche anno fa una band Folk di Torino ha avuto l’onore di aprire un suo concerto.
La Band in questione è la formazione di Luca Andriolo ovvero i Dead Cat in a Bag.
Un combo straordinario che interpreta il folk in maniera eclettica, brillante, triste e allegra, esplorandone tutti gli aspetti; dal dark folk al gipsy al country con un substrato pregno di grandi liriche e profonda attenzione a suoni ed atmosfere.
Non dico questo perché Luca è un amico (ed ha anche avuto un ruolo importante nel mix e nella produzione del mio nuovo lavoro discografico che vedrà la luce nei prossimi mesi) lo dico perché credo fermamente che i Dead Cat in a Bag siano una delle band più interessanti del panorama musicale nostrano (e non solo).
Se non mi credete potete farvi la vostra idea ascoltandovi i loro dischi o – ancor meglio – venendoli a vedere dal vivo, perché è dal vivo che offrono il meglio con uno spettacolo carico di pathos ed energia.
Ed è con orgoglio che vi dico che mercoledì 22 giugno, grazie agli sforzi di Babelica, li potrete vedere sul grande palco di piazza Castello, a Torino, per uno show memorabile.
Ecco l’evento, non perdetelo.
Ed eccovi un piccolo esempio di quello che potrete godervi mercoledì. Ho scelto questo brano perché le storie di marinai, mozzi e navi che approdano in porti sicuri oppure affondano cercando di raggiungerli – in quanto metafore della vita – mi hanno sempre affascinato.

Thomas Guiducci