Tutti Frutti Novembre 2021 | In Onda

un rapido sguardo alle visioni di novembre 2021 tra sale e streaming

The French Dispatch - Wes Anderson, 2021

L’accoppiata Wes Anderson/Robert Yeoman sforna, ancora una volta, un’opera con un brand visivo inconfondibile. All’apoteosi tutti i segni distintivi autoriali: dalle estreme simmetrie a paesaggi che ricordano l’animazione (anzi diventano tali). The French Dispatch, carico di riferimenti cinematografici e culturali, appare un’opera più ricercata e complessa, distinguendosi dalle precedenti.

Freaks Out - Gabriele Mainetti, 2021​

Al primo, affilato come un aculeo, obbediscono gli insetti. Il secondo, vera attrazione circense, attrae anche il ferro. Sotto una coltre di crine, un po’ Chewbecca un po’ La Cosa, si cela la prestanza del terzo. Indugia assai ad accendersi definitivamente la quarta ed ultima, “galvanizzante”, luminosa, percorsa da una corrente (come lei alternata) in grado di generare una potenza ben al di là di quanto occorre per illuminare una banale lampadina.
Mainetti vuole coniugare il superhero-movie americano con le qualità del migliore cinema non solo italiano. Citazioni e riferimenti a piene mani.

Fino all'ultimo respiro - Jean-Luc Godard, 1960

– Qual è la più grande ambizione della sua vita?
– Divenire immortale; e poi morire.

Rivedere À bout de souffle significa proiettarsi anima e corpo in un’epoca.
L’opera fondamentale che tagliò i ponti con il passato per le profonde innovazioni visive, è ora il film che più rievoca un passato che piace, stilizzato, carico di sogni eccitanti e romantica nostalgia. Circolarmente, sono i film come questo che più hanno contribuito a stigmatizzare ed idealizzare quella piccola ma significativa porzione del secolo scorso.

Titane - Julia Ducournau, 2021

All’inizio una placca di titanio nella testa a seguito di un incidente. Poi l’immagine inedita e visionaria di un tempo, il nostro, fluido, tecnologico, spiazzante e violento allo stesso tempo. Alexia, personaggio disturbante e anticonvenzionale, trasformandosi letteralmente e fisicamente (in Adrien), lascia dietro di sé infiniti quesiti sull’identità, a partire da quella sessuale. Brutale e fatale fusione tra l’umano ed il suo prodotto.
In uno scenario senza alcun compromesso e senza alcuno sconto per lo stomaco dello spettatore, ecco i balli, inscenati dallo stesso corpo mutante ed offeso di Alexia, oasi di liberazione, godimento ed ulteriore provocazione.

The French Dispatch - Wes Anderson, 2021

Ogni fotogramma dell’ultimo cinema di Wes Anderson è sufficiente per raccontare un mondo, un universo di vite ed emozioni, denso e perfetto graficamente come una geniale biosfera. The French Dispatch non sfugge alla linea, restando forse solo un po’ faticoso narrativamente.

Alessandro Cellamare

Madres paralelas - Pedro Almodóvar, 2021

“Por mucho que se la intente silenciar, la historia humana se niega a callarse la boca”. Eduardo Galeano sigilla il finale del film ed è un sorso di acqua fresca di questi tempi di ignavia storica.
Come in una teoria degli insiemi, la storia pubblica si compenetra con quella privata, con un cammino a tratti parallelo come le madri del titolo, a tratti unito attraverso il cuore e la memoria familiare e civile di Janis, una sempre intensa e in parte Penelope Cruz. Film imperfetto, come le madri rappresentate da Almodóvar – non solo le due accomunate dalla contemporanea gravidanza che costituiscono l’asse portante del film – ma anche delle loro rispettive, l’opportunista attrice che non vuole farsi sfuggire il treno di una sempre gloriosa seppur tardiva notorietà, incapace di difendere la figlia, per evitare uno scandalo e quella da sempre assente perché morta di overdose a ventisette anni. Ciascuna con un ruolo sbilenco, tormentato, improvvisato, infantile, passivo o egoista. Sovraccarico a tratti di un superfluo non necessario – la ridondanza e il barocchismo almodovariano, cosi funzionalmente essenziali alla sua poetica, stanno altrove – Madres paralelas ha però la forza di una pagina che andava scritta. In una Spagna anch’essa dimentica, che non ha ancora fatto i conti con un passato nero e brutale – una dittatura sopravvissuta fino quasi ai tempi moderni – che, nella frenesia di recuperare il terreno perduto con la Storia, ha lasciato sepolti non solo i corpi delle fosse comuni ma le istanze di restituire dignità a chi quei corpi ancora li cercava, ancora li piangeva.

Elena Pacca

Ultima notte a Soho - Edgar Wright, 2021

Edgar Wright fa il botto e sforna un thriller come non se ne vedevano da anni, di un’originalità spiazzante, una regia unica ed elegante, e una soundtrack non originale anni 60 che è già culto. Luci, colori, notte e incubi in una Soho che non si dimenticherà più.

Alessandro Cellamare

Madres paralelas - Pedro Almodóvar, 2021

Madres paralelas, l’ultimo film di Pedro Almodóvar, ci pone, ancora una volta, di fronte ad un cinema di donne forti, di forti passioni, di legami inscindibili fra esseri umani. Ci mostra come la vita, con la sua imprevedibilità, ci conduca verso scelte che sfidano la coerenza con noi stessi, che portano con sé il rischio di un dolore che dilania. Ma occorre scegliere da che parte stare, al cospetto di se stessi, della propria storia personale e degli eventi storici che hanno marchiato il nostro DNA.
E Almodóvar ce lo dice con tutta la potenza delle sue immagini, la bravura dei suoi attori, la forza di una umanità che si raccoglie, come nella scena finale, di fronte all’indicibile, al non rappresentabile, restituendocelo nella forza dei ricordi di una comunità che riesce a mantenere vivi i propri cari nella memoria, personale e storica, per sé e per le generazioni a venire.

Donatella Ramondetti

Freaks Out - Gabriele Mainetti, 2021​

Servono molte più parole di un tweet per descrivere un’opera unica, e non solo nel panorama italiano, che riesce a fondere con genio il meglio dell’avventuroso americano con la dolcezza e la poesia italiana da Fellini a Monicelli. Grande soundtrack. Strepitoso.

Alessandro Cellamare

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