Un posto nel mondo: folk e frontiere.

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Il tema di oggi sono le frontiere.

Oggi parlerò di personaggi che hanno fatto della ricerca etnico-musicale il loro fine e, talvolta, il loro mezzo.

Non si può affrontare questo tema senza citare Alan Lomax. Le sue registrazioni per la biblioteca del congresso ci hanno permesso di conoscere alcuni degli artisti più importanti del secolo scorso. Da Leadbelly a Muddy Waters, da Woody Guthrie a Son House.

Non solo. Le sue documentazioni sul campo ci hanno raccontato un mondo che altrimenti sarebbe rimasto più nascosto, certamente ai margini.

Egli non aveva ancora diciotto anni quando iniziò ad accompagnare il padre John Avery Lomax nelle prigioni e nei campi di lavoro del Sud degli Stati Uniti per registrare i canti dei condannati, durante la Grande Depressione. Ricercare il significato della musica popolare divenne così la sua ragione di vita.

Così scrive Lomax nel suo libro “La Terra del Blues”:

“Il senso di anomia e di alienazione, di essere orfani e sradicati – sentirsi merce anziché persona; la perdita dell’amore e della famiglia e del proprio posto nel mondo – questa sindrome moderna era la norma per i coltivatori di cotone e i braccianti stagionali del Profondo Sud cento anni fa”.

Oggi questa condizione umana, seppur per motivi differenti, è purtroppo ancora viva nella nostra società.

Il filo conduttore diviene così la ricerca di un proprio posto nel mondo.

Da sempre e come sempre la musica ci aiuta a sintetizzare questioni, a riscoprirne il senso originario, a mischiare culture e sentimenti, a superare frontiere.

I protagonisti della musica che vi presento ora sono quindi personaggi che hanno fatto di questa ricerca il loro credo e che l’hanno utilizzata non esclusivamente avendo come fine l’arricchimento culturale o la conoscenza antropologica, bensì come mezzo per superare frontiere territoriali, sociali e musicali e dare vita a fascinose e suadenti miscele che traessero linfa vitale e freschezza da mondi – talvolta – profondamente diversi tra loro.

Passeremo da Lomax a Ry Cooder per arrivare a Paul Simon, pioniere della “World Music”, il tutto dando voce a storie e realtà “borderline”.

Alan Lomax -Jesse James Partiamo da un classico; la storia di un fuorilegge famosissimo, qui in una versione particolarissima cantata proprio da Lomax, che oltre a registrare tantissimi artisti, ha anche contribuito alla causa con alcune proprie interpretazioni di tante folk ballads.

 

The Chieftains feat. Ry Cooder – Sands of Mexico Con questa canzone saltiamo la frontiera americana e ci catapultiamo in Messico (con spirito Irish). Una ballata che ci racconta della lotta, sulle sabbie messicane, del battaglione di San Patricio (una brigata di Irlandesi “traditori” della patria ) per la libertà delle “proprie” terre.

 

Paul Simon – Born in Puerto Rico Giungiamo infine ad una storia di immigrazione, emarginazione, violenza e redenzione narrata da Simon in uno splendido disco, Songs from The Capeman, colonna sonora di uno sfortunato – quanto bellissimo – musical sulla vita di Salvador Agròn, un ragazzo Portoricano emigrato negli States, coinvolto in un duplice omicidio durante una lotta tra gang rivali.

Lo sguardo di oggi verso il Sud America è anticipatore di un viaggio ancor più lungo che faremo la prossima settimana, attraversando l’oceano e tornando per un attimo in Europa.

Intanto godiamoci però un po’ questa musica; ecco la playlist aggiornata.