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VENEZIA 79 | Il signore delle formiche

Regia: Gianni Amelio

Anno: 2022

Produzione: Italia

una recensione cura di Tiziana Garneri

IGNORANZA E PREGIUDIZIO

Una teca piena di formiche senza ali, private della libertà, costrette a vivere in uno spazio separate dal mondo: sembra essere questa la metafora del film di Gianni Amelio, che con delicatezza e sobrietà, come uno scienziato che osserva gli insetti, lasciando parlare i personaggi e gli eventi, senza sbavature melò o pietistiche, ci parla delle condizioni sociali italiane degli anni Cinquanta e Sessanta.
Condizioni che ai giorni nostri sono migliorate, sgravate da tutta una serie di orrori, ma che una volta grattata la superficie, ci mettono a contatto con una realtà ancora in parte arretrata.

Oggi, in realtà, il “sessualmente diverso” è ancora assai emarginato, considerato spesso come un depravato o un malato che fa paura, perché l’orientamento sessuale – che probabilmente è anche fondato su base genetica -, se non è conforme ai comportamenti comuni della società, suscita allarme, una svalutazione che può spingersi fino al disprezzo. Anche la Chiesa ha una parte di responsabilità in tutto questo, perché va a toccare i fondamenti della famiglia “ classica”.

Amelio ci dice che bisogna parlare con i gay e le lesbiche, come a me è capitato di fare nel mio lavoro di psichiatra, sin dall’ apertura dei manicomi dopo la legge Basaglia, per capire quanta sofferenza, quanta vergogna, quanta difficolta a mostrarsi al mondo per quel che si è, presente in queste persone che hanno una precisa caratteristica: quella di innamorarsi e di amare persone dello stesso sesso.
E al tempo dei manicomi… quanti soprusi, quanta ferocia nell’applicare terapie come l’elettroshock o la castrazione chimica per vederne purtroppo a posteriori gli esiti devastanti su corpo e psiche…

A questo punto mi permetto di fare una piccola digressione su Alan Turing, fine mente matematica, padre dei computer, che contribuì a vincere la seconda guerra mondiale in qualità di crittoanalista decifrando i messaggi delle forze nemiche. Ma con un solo inaccettabile “difetto”: il fatto di essere omosessuale. Arrestato, sottoposto a castrazione chimica, Turing si suicidò col cianuro nel giugno del 1954. La mela che caratterizza i prodotti Apple, morsicata da un lato, fu scelta per ricordare la mela trovata sul suo tavolino prima di morire. Un omaggio postumo a una grande mente vittima dell’ottusità umana.

Gianni Amelio, che è gay dichiarato da sempre, comprende profondamente i vissuti dei suoi personaggi e arriva a presentare il suo film alla 79a Mostra di Venezia, ispirato in particolare al caso di Aldo Braibanti e interpretato da un ottimo Luigi Lo Cascio.

Il signore delle formiche img evidenza tiziana

Braibanti, ex partigiano, militante del PCI, appassionato studioso di formiche, a Piacenza, la sua città, forma un circolo culturale, da intellettuale qual è, raccogliendo attorno a sè giovani desiderosi di cultura, suscitando la diffidenza delle famiglie che temono che i loro rampolli vengano indottrinati. È ieratico e umorale nelle sue sfuriate, e non sfugge allo spettatore una certa voluta rassomiglianza con Pier Paolo Pasolini. Si occupa di arte e stabilisce un particolare legame mentale ed affettivo con un suo allievo diciottenne, Ettore Tagliaferri, interpretato dal magnifico Leonardo Maltese alla sua prima esperienza cinematografica.

Il signore delle formiche img 2 tiziana

Il giovane si sente pienamente compreso in ciò che più ama: dipingere. Abbandona gli studi in medicina e segue il suo mentore a Roma, staccandosi dalla famiglia. Non si faranno attendere le ire del fratello e della madre, cattolica beghina che si rivolge a Padre Pio nelle sue preghiere, per salvare il figlio da quella che lei ritiene una malefica compagnia. Scopre infatti l’amore omosessuale, accusando l’intellettuale di plagio. Ettore sarà quindi rinchiuso in manicomio, con i trattamenti per “ curare” la sua devianza.
Braibanti verrà processato e condannato al carcere.

L’unico personaggio che si interessa al caso è un giornalista dell’aUnità, anch’egli gay: Ennio Scribani interpretato da Elio Germano. Ma i suoi articoli resteranno inascoltati.

Il signore delle formiche img 1 tiziana

Una delle cose più interessanti del film è la reazione di Braibanti, che durante il processo, con superiorità e un po’ di supponenza, volta le spalle alla corte, non parla, non vuole difendersi, mostra tutta la sua estraneità al processo condottò da un’Italia ignorante. Un’Italia dove non vi è nulla da difendere perché l’amore è un sentimento che non richiede difesa, e perché il protagonista non vuole essere considerato ”un martire, né mostro né martire”. Solo uno sguardo di dolore e gli occhi umidi quando viene separato da Ettore.

Altro passaggio interessante del film è la fugace comparsa nella pellicola di un’immagine di Emma Bonino, paladina dei diritti umani, con alle spalle molto giovani che protestano.

Ettore e Braibanti si rivedranno dopo diversi anni, lui intellettuale fallito, l’allievo devastato dagli elettroshock intento a dipingere, abbandonato dalla famiglia. Un caldo abbraccio sancisce il ricordo di un tempo che fu.

L’uomo delle formiche è in sintesi un film forse non eccezionale ma veritiero, aderente a eventi e a sentimenti che Amelio forse può capire molto bene. La triste realtà di una società discriminante, ipocrita e bigotta, che purtroppo caratterizza ancora i tempi attuali.

Il signore delle formiche img 3 tiziana
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