Visioni Pop: attraverso i labirinti del noir. Bad Boys e Gangsters

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Oggi vi parliamo di BAD BOYS e GANGSTERS

Quando i critici francesi alla fine della Seconda Guerra Mondiale utilizzarono il termine “noir” per definire il nuovo stato d’animo, tenebroso, funesto e inquietante, che stava caratterizzando la miglior produzione del cinema americano, fissarono con grande abilità l’affermarsi di una tendenza che già da alcuni anni si muoveva da una parte all’altra dell’Oceano.
Le atmosfere torbide e malsane che animavano la letteratura “hard boiled” negli Stati Uniti e la loro traduzione nella celebre collana “Série noire”, edita da Gallimard, avevano trasformato scrittori come Dashiell Hammett, Raymond Chandler, Mike Hammer e Cornell Woolrich in lucidi e spietati narratori di un mondo contemporaneo attraversato da corruzione, cinismo e disillusione.
Luogo di convergenza e di rielaborazione spettacolare di quelle suggestioni letterarie, ma non solo, il Film Noir aggiungeva nuove figure al “sistema dei personaggi” del cinema di Hollywood, in una situazione di costante sinergia con le suggestioni europee. A partire dal film di gangster dei primi anni Trenta, passando per l’influenza di opere di autori francesi come Carnè e Clouzot, un lungo itinerario attraverso le 3 grandi fasi del Noir classico che dai primi anni Quaranta conducono al cuore degli anni Cinquanta. Ma anche un’occasione per mettere a fuoco la modernità di stili, personaggi e modelli di racconto che ritornano anche nel cinema e nelle serie televisive di oggi.

a cura di Umberto Mosca