VOLEVO NASCONDERMI | Pensieri su Arte e Critica

una recensione a cura di Alessandro Cellamare

Chi vi scrive ha memoria di sporadiche incursioni del cinema nell’attività scolastica del liceo. I propositi, necessariamente didattici, erano rivolti alla trasmissione e attecchimento di nozioni per mezzo di una narrazione che non fosse quella, spesso noiosa, dell’insegnante.
Sempre chi vi scrive, all’epoca già mesmerizzato dal cinema da alcuni anni, ha altrettanta memoria dell’inefficacia dei titoli proposti, spesso rei delle stesse colpe del docente: incapacità di raccontare, inabilità nell’appassionare, insufficienza a emozionare.

Se il documentario si presenta come forma asettica (nella sua espressione più televisiva) di proposizione di strumenti e analisi di fatti e personaggi, il cinema, nelle sue manifestazioni migliori, si offre, tra le sue funzioni (non sempre scopi), come occasione rara non solo di accattivante comunicazione di dati ma anche di interpretazione e immersione.
Il cinema, dunque, come critica.

Volevo nascondermi, al di là della superba interpretazione di Elio Germano, risponde alle ambizioni più alte di certo cinema, e lo fa senza averne gli scopi. Il titolo di Diritti, segnato inesorabilmente dalla sua infallibile abilità visiva e narrativa nella resa di ambienti, epoche e storie, è un biopic che non solo narra del bestiale uomo Ligabue, ma ne sonda profondità e caverne con un’efficacia tale da finire per imprigionare lo spettatore nel sua mente-corpo-gabbia, solo per mostrargli, poi, il mondo fuori attraverso le sbarre dei suoi occhi; dunque a intuirne ragioni, distorsioni e violente partecipazioni.
Si termina la visione avendo la netta sensazione di aver compreso la sua arte, di capire il senso dei suoi colori, dei tratti brutali dei suoi disegni, delle sculture, come fossero tutti un unico urlo a un mondo che non lo ascoltava, né lo placava.

Volevo nascondermi è Critica e descrive al tempo stesso, e finalmente, a cosa la Critica serva, al di là dei sospetti di accademismo e degli atteggiamenti snobbistici.
Non solo.
Mostra quel che solo il Cinema, tra le Arti, può fare.
Spiegare l’Arte, discutere sull’Arte, attraverso l’Arte.

BABELICA APS
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