THE DEAD DON’T DIE | Chi capisce cosa?

una recensione a cura di Liliana Giustetto.

Avete bollato questo film come un non riuscito tentativo di horror comico di cui non sentivate la mancanza? Oppure siete riusciti a “leggere” tutti i segni “seminati” dall’ultima evoluzione di stile di Jim Jarmusch? Se è così siete dei cinefili incalliti .

E… caspita se i cinefili, invece, sentivano la mancanza di una tale gara a riconoscere: citazioni di film, registi, comics, situazioni famose, anagrammi, battute “telefonate”, come non si vedeva da tempo!!! Per non parlare dei personaggi.

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Avreste mai pensato di vedere, zombi, alieni, nerd, eremiti, mitici cantanti, pluripremiati attori tutti insieme?

L’agente Ronald Peterson/Adam Driver conosce già il copione ed infatti, fin dall’inizio, sa già che la storia finisce male, per cui si lancia subito in una battuta di decapitazioni, alla quale non risparmia neppure l’affascinante straniera che fino a poco prima si divertiva a deridere i provinciali. 

Il suo collega agente Cliff Robertson/Bill Murray  si irrita quando capisce che il regista, proprio a lui che gli è stato fedele amico, ha consegnato solo la sua parte di copione negandogli il beneficio di capire cosa sarebbe accaduto.

Robertson il classico buon americano, da bravo loser capisce che non c’è modo di sottrarsi al destino, peraltro già anticipato fin dall’inizio e qui possiamo trovare un riferimento alla figura di Don Johnston in Broken Flowers,  l’uomo che non potrà mai più sottrarsi ad un destino che non si era certo andato a cercare. 

La strana, nuova proprietaria delle pompe funebri Zelda “Winston”/ Tilda “Swinton” studia con curiosità lo stato delle cose, usa benissimo la sua katana giapponese con cui decapita abilmente tutti gli zombi che può. (Qui è fortissimo l’omaggio  a Ghost Dog dove il protagonista dedica la vita alla pratica samurai, vista come metodo di elevazione spirituale e alla fedeltà assoluta a chi gli ha salvato la vita). 

E, finito lo studio, parte con l’astronave, lasciando gli umani al loro destino.

Centerville: microcosmo dove si salva solo chi è puro o per meglio dire chi è tagliato fuori dalla società: i tre ragazzini del riformatorio e il saggio eremita Bob/Tom Waits.

Ma si salvano per cosa  se il mondo è tutto invaso da zombi affamati più di “cose” che di carne umana????

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