Referendum registro elettronico

Un esercizio di cittadinanza attiva

Quest’anno il Festival Matota vi chiama alle urne! Nato come strumento di trasparenza, il Registro Elettronico scolastico si è trasformato con il tempo in una presenza costante nel quotidiano di chi va a scuola. Senza regole chiare, la tecnologia rischia infatti di generare tre grandi criticità: mette in discussione il diritto alla disconnessione (con notifiche di compiti e note senza limite di orario), scavalca il dialogo in famiglia (poiché i risultati arrivano sullo smartphone dei genitori prima ancora del rientro a casa) e alimenta l’ansia da rendimento, esasperata dal calcolo automatico delle medie e dal confronto continuo con i voti.

Poiché oggi il registro non beneficia di alcuna normativa nazionale ed è gestito in totale autonomia dalle singole scuole, abbiamo deciso di dare voce a chi vive questa realtà ogni giorno. Durante tutte le giornate del festival sarà aperto un seggio dedicato a studenti e studentesse dai 10 anni in su: un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva per esprimere la propria opinione e chiedere regole più giuste e tutelanti.

Il Quesito Referendario

Sei favorevole all’introduzione di regole sull’uso del Registro Elettronico per limitare l’invio delle notifiche alle famiglie fuori dall’orario scolastico e la comunicazione dei risultati in tempo reale con la messa in risalto della media dei voti così da permettere a studenti e studentesse di comunicare i propri risultati a casa di persona e ridurre l’ansia da rendimento?

  • [ ] SÌ: Vorrei che venissero introdotte delle regole.
  • [ ] NO: Non vorrei che venissero introdotte delle regole.

L’Incontro: I lati oscuri del Registro Elettronico

Gli strumenti non sono neutri né neutrali. L’introduzione del registro elettronico ha portato con sé conseguenze sul piano educativo e pedagogico: una variabile che impatta significativamente, insieme ad altre, il benessere a scuola.

Ne parliamo sabato 3 ottobre alle 16 in un dialogo aperto con la dirigente Maria Zindato, il sociologo Stefano Laffi, la pedagogista Vanessa Niri e la Direzione Artistica U25.

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